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Dopo tanto vagare la Mila ha finalmente trovato una casa!

lunedì 11 aprile 2011

Roma kaput



Bisogna sempre mostrare un certo disprezzo per questa città.Bisogna far vedere che si sta qui perchè si è tornati da qualche parte o che si ha assolutamente voglia o bisogno di andarsene quanto prima e si sta aspettando una risposta di lavoro. Nell'ipotesi che questa non vada o si parte per Capo Horn per ritrovare se stessi o ci si trasferisce nelle seconde case con l'illusione che quello che percepiamo come idilliaco perchè dura solo un mese,e il più caldo dell'anno per giunta,possa estendersi ai rimanenti undici.

Quando non si sa che dire conviene sempre asserire:"Da Roma puoi star via anche un anno e non cambia nulla...a New York cambia tutto in un giorno.Dove ti ricordavi un bar un mese dopo ci hanno aperto un supermercato che produce gli ortaggi che vende in una serra situata sul tetto".

Mi immagino vagare raminga cercando il mio barista, in Italia non lo cambierei neanche se impazzisse di colpo e iniziasse a fare il caffè con l'azoto liquido, e rasserenarmi solo vedendolo interpretare la parte del morto in una serie poliziesca dell' Hbo.

Ma non posso assolutamente dirlo a nessuno, farei la figura della passamaneria in un open space.

La città eterna va usata come motivo di vanto solo se ci si trova a parlare con qualche facoltoso americano che ha deciso di trasferirsi qui per circondarsi di opere d'arte e allora tutti bravi a lodare il baldacchino di San Pietro o il tramonto dal Gianicolo,in un ondata di patriottismo che fa dimenticare temporaneamente il postulato che annovera le nostre bellezze nella categoria "sassi".

Io Roma la amo,tutta e amo i romani,tutti.

Adoro certe contraddizioni talmente evidenti da sembrare vezzi e al primo raggio di sole mi dimentico di quando spingendo un passeggino incastrata tra i Suv giurai a me stessa che sarei andata a vivere a Malmo.

E'una città faticosa, ma quando è primavera e sono sul tram numero tre nel punto in cui le rotaie si lasciano alle spalle il Colosseo per nascondersi tra gli alberi del Celio e sbucare a Caracalla,penso che se esiste il paradiso io me lo immagino lì.

Soffia un vento caldo, mi alzo e mi sento più leggera,mi accorgo infatti che mentre facevo della cosmogonia qualcuno mi ha rubato il portafogli.

E ripenso all'ipotesi Malmoo,solo per un secondo, giuro.

1 commento:

  1. beh,motivi per anelare a Malmoo (o Ghadames o Swalbard) ce ne sono e parecchi. hai un modo di scrivere piacevole, ricercato e curioso. bello leggerti.

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